C’è un suono penetrante, insistente, fastidioso che obbliga la mia mente a riemergere da un limbo lontano, da un luogo in cui sto bene e che non voglio lasciare.

Un riflesso incondizionato mi fa allungare il braccio al di fuori della coperta per tentare di schiacciare l’insulso insetto che mi sta disturbando ma la mia mano non schianta una zanzara bensì la sveglia che, obbediente, suona all’ora a cui l’ho impostata: le 4 del mattino…

Intontita come se fossi appena uscita da un incontro di boxe cerco di capire che giorno è: è sabato.

Sei sicura?

Sì: è sabato!

Ed allora perché mai ho messo la sveglia alle 4 del mattino?…

Il Trofeo Triveneto ed il Criteruim Veneto ad Andalo!!

Il ritorno di memoria fuga ogni possibilità di errore ed ogni mia speranza di poter continuare a dormire…

Però si sta tanto bene sotto le coperte e poi, che ci vado a fare ad Andalo?

Non ho nessuna possibilità di fare un bel risultato in gara, le previsioni mettono temperature primaverili e la pista si bucherà dopo il terzo pettorale e poi so già come andrà a finire…

Siccome sono la persona che abita più vicino ad Andalo sono quella che deve andare all’ufficio gare a ritirare i pettorali per tutta la squadra e l’ufficio gare è aperto dalle 07:45 alle 08:15 quindi devo essere là per l’apertura ed una volta recuperati i pettorali recuperare il resto della squadra e distribuirli.

Consapevole del fatto che noi eccelliamo in organizzazione saremo in 9 a far la gara e saremo sparpagliati in 7 auto e questo significa che riceverò 6 telefonate identiche a distanza di 2 minuti una dall’altra alla quale vorrei dare la medesima risposta: “Ci troviamo alle 08:20 nel parcheggio della cabinovia di Andalo così vi do pettorale e sconto gara per lo skipass”, vorrei ma non posso!

Perché Massimiliano ed Enrico avranno deciso di fermarsi a Fai della Paganella e chiederanno se posso portare i loro pettorali alla partenza, mentre Paolo, che sarà sì arrivato nel parcheggio della cabinovia di Andalo, ma in preda alla sindrome del Bianconiglio “Presto che è tardi, presto che è tardi!” temerà di arrivare in ritardo in ricognizione deciderà di salire (devo ancora capire come visto che l’impianto apre alle 08:30) senza pettorale che tanto per me portarne su uno in più non è un problema…

Per fortuna il resto dello sgangherato squadrone agonistico Bper sarà nel parcheggio e me ne accorgerò appena scendo dall’auto perché un grido squarcerà la quiete della mattina: “Nutria! Nutria, siamo qua!” e vedrò Fabio che si sbraccia ad una decina di macchine dalla mia e trotterellante verrà verso di me ma nel parcheggio non ci siamo solo noi ed, ovviamente, le persone presenti saranno spettatori non paganti di questo bel siparietto e visto che non pagano non ci tengo proprio a fargli sapere che la Nutria, per esser più precisi: La Nutria delle Nevi, sono io così, con estrema disinvoltura, chiuderò la macchina ed entrerò nel bar a fianco (ecco perché parcheggerò la macchina proprio in quel posto!) lasciando impietrito il povero Fabio e senza degnarlo di uno sguardo.

Finalmente distribuirò ciò che devo ai miei compagni di squadra ed, infagottata di pettorali che sembrerò una salama da sugo ferrarese, alle 08:30 prenderemo la cabinovia ed inizieranno le prime paranoie.

Fabio: “Ragazzi, io l’ultima gara che ho fatto sono stati gli Italiani l’anno scorso: oggi farò schifo” e Roberto che risponde: “Fabio… Come sempre!”.

Silvia e Francesca invece, che devono usare sci più lunghi di quelli a cui sono abituate per esser conformi al regolamento F.I.S.I., suoneranno la stessa sinfonia: “Oddio, non so se questi li giro, non so se riesco a sciare!”, “No, no: non ce la faccio!”.


Io, socievole come un grizzly, incenerirò con lo sguardo la povera Silvia che chiuderà il suo spartito con un salomonico: “Bhè, sono identici ai miei sono solo 10 cm in più… Non sarà un problema!” mentre sarà più complicato per Francesca che si troverà a dover sciare con degli sci più lunghi di ben 19 cm rispetto ai suoi quindi sfodererò un sorriso da Winnie the Poo e le dirò con una dolcezza che sfiora il diabete: “Non ti preoccupare Francy, li girerai benissimo!” e cercherò di convincere sia lei che me!

Arriveremo alla pista della gara dove troveremo Paolo, Massimiliano ed Enrico, ed io riprenderò dimensioni umane liberandomi dei pettorali di troppo che avevo addosso, ed aspetteremo tutti insieme le 09:00 per fare ricognizione.

La pista della gara la conosco, mi piace tantissimo e ci ho già fatto altre gare ma non per questo la prenderò sottogamba e farò la ricognizione come si deve seguita come un’ombra da Francesca che mi tempesterà di domande come se fossi Sofia Goggia mentre in realtà sono solo una povera Nutria delle Nevi, cosa che Silvia ha già capito e quindi farà ricognizione seguendo Enrico.

Finalmente arriveranno le 09:45 e la gara partirà!


Prima di me partirà la Susy di Banca Intesa, trentina DOC, ex agonista di rango, che ogni volta, a prescindere dalla temperatura, si mette la neve nel coppino e parte come si vede in tele nelle gare di Coppa del Mondo alzando la coda dello sci ad altezza naso del terrorizzato cronometrista schizzandolo di neve ed ogni volta io tranquillizzo il povero malcapitato dicendogli che con me non corre il minimo rischio che la cosa si ripeta mentre io mi ripeto: “Dai, è solo un minuto, fra poco è tutto finito!”.

E poi ci sarà Silvia che è diventata un’esperta nell’arte dell’ammaliare il Giudice di Gara: non appena vedrà che il Giudice con sguardo torvo sui suoi sci (che sono 10 cm in meno della lunghezza minima per le gare F.I.S.I.) si avvicina sfodererà un sorriso con denti candidi come la neve e con l’irresistibile accento bolognese dirà: “Son più corti, lo so! Ma le prometto che vado piano e non mi faccio male!” e quando il Giudice si sarà allontanato si girerà verso Francesca e dirà: “Per forsa a vag pian: an sun ménga baùna d’andér fort!”.

Francesca invece sarà in trance agonistica e ripeterà il mantra: “Non so se li giro, non so se ci riesco, non so se li giro, non so se ci riesco” e quando, già dentro alla casetta del cancelletto di partenza, proverà a girarsi indietro per dire: “Ma siamo sicuri che…” non riuscirà a finire la frase perché sarà “spintaneamente” lanciata in gara da una provvidenziale manona spuntata da dietro la casetta.

Federico invece maledirà il suo pettorale perché è sempre fra gli ultimi a partire e nella pista ci saranno non buchi ma voragini mentre Enrico farà la gara con la tuta da sci e non col tutino da gara perché la sua teoria è che quando uno va forte non ha bisogno del tutino per fare una bella gara mentre la teoria del resto della squadra è che sia ingrassato e che non ci stia più dento.

Andrà così, lo so che andrà così ed allora perché lasciare quella meravigliosa area di comfort che è il mio letto per un film già visto?

Perché è un film che mi piace da morire, perché adoro sciare, perché la nostra sgangherata squadra di agonisti agonizzanti è Campione del Mondo di risate, perché adoro i nostri sfottò, il male agli addominali causati dalle risate che facciamo, l’allegria e la leggerezza che ci mettiamo in ogni manifestazione all’insegna del motto: “L’importante è arrivare al traguardo”.

Ma a volte anche i film già visti riservano delle sorprese nel finale e questa volta è stata proprio una bella sorpresa: lo Sci Club Bper si è classificato al terzo posto del Criterium Veneto nella classifica a squadre!


Sole, neve, sci, amici, risate, coppa: la giornata perfetta!!

E non vedo l’ora che ci siano altre giornate perfette!

Quando? Dal 28 Febbraio al 3 Marzo a Dobbiaco/Sesto per il Long week end sulla neve Bper ed il 15 e 16 Marzo a Cavalese e Passo Lavazzè per i Campionati Italiani Bancari: vieni a divertirti con noi!!

LNDN